Casa: Capcom
Genere: Horror
Disponibilità : 2
Piattaforma: Playstation 2 Slim
Facciamo un piccolo passo indietro nel passato e precisamente torniamo al momento di maggior fasto, se c'è ne stato uno, della ormai defunta e molto compianta (perlomeno da parte mia) consolle di casa Sega.
Circa un anno fa girava un gioco sulla scatola dalla piccola spirale che rispondeva al nome di Resident evil code veronica (in oriente e america la serie è nota come BioHazard).
La grafica era superlativa.
Le palle degli occhi incominciavano a ruotare vorticosamente vedendo tanta bellezza sullo schermo.
La potenza della console di SEGA aveva permesso agli sviluppatori di abbandonare i fondali prerenderizzati a fronte di ambientazioni completamente poligonali.
Bisogna pure essere sinceri: nelle locazioni più complesse c'era un minimo di fogging, elemento che non rovinava assolutamente il gioco.
Tuttavia ciò non inficiava in alcun modo il commento della stampa specializzata: ci trovavamo di fronte a un piccolo capolavoro.
Back to future.
Torniamo ai nostri giorni.
Esce Code Veronica X (ancora devo capire il significato di quest'ultima aggiunta al titolo originale).
Questa volta è per la consolle della Sony.
Consolle sempre piu' avara di titoli di un certo livello.
Apro una piccola parentesi polemica.
Da quanto tempo è uscita la PS2?
Quante ne hanno vendute?
Quanti titoli che si possono fregiare dell'appellativo di capolavoro sono stati sviluppati per questa consolle?
Fine polemica.
Se rispondete obiettivamente a tutte queste domande potete capire come è potuto uscire questo titolo (ormai vecchio) per il monolito nero.
La versione Play2 non differisce assolutamente dalla versione Dreamcast.
Anzi, volendo essere pignoli, il tutto mi sembra un po' più sfocato e peggio sviluppato.
Tenendo conto poi che l'hardware in questione è nettamente superiore a quello di Sega il rammarico aumenta: gli sviluppatori di Capcom potevano impegnarsi di più a livello grafico.
Passi il fatto che la storia è uguale identica a quella apparsa un anno fa (non tutti hanno avuto una Dreamcast in casa), ma non accetto un simile pressapochismo nel confezionare un gioco di tale livello o presunto tale.
Quattro parole a proposito della trama e del gioco.
L'eroina della situazione risponde al nome di Claire Redfield.
A lei è affidato il compito di combattere questo quarto capitolo della serie contro la misteriosa organizzazione denominata Umbrella. Tra un infinità di enigmi e scene di intermezzo (uguali a quelle già viste su Dreamcast) dobbiamo portare in salvo la nostra cara e simpatica Claire.
Durante lo svolgersi dell'avventura verremo a contatto con altri personaggi, primo tra tutti Chris.
A farci compagnia ci sarà una nutrita schiera di mostri e zombi come nelle migliori tradizioni della Capcom.
La meccanica di gioco e i movimenti sono rimasti praticamente gli stessi: un po' astrusi inizialmente ma ormai moto familiari per le schiere di fan di questa serie.
Personalmente il genere incomincia a stancarmi.
Ho sperato che questa trasposizione (che si è ridotta a un mero porting) portasse una ventata di aria fresca e invece... picche.
Pure l'inventario è rimasto lo stesso di sempre.
Siamo giunti alla fine.
Sulla saga di Resident Evil si è scritto tantissimo.
Ogni parola ancora detta a proposito di questo titolo risulta quasi superflua, quindi sfreccio al verdetto finale.
Per chi non conoscesse Resident Evil o non avesse mai giocato a nessun titolo di questa serie l'acquisto è quasi obbligatorio.
Gli appassionati lo comperino pure ad occhi chiusi: non rischiano nessuna brutta sorpresa.
