Killzone

Casa: Sony

Genere: Guerra

Disponibilità: 2

Piattaforma: Playstation 2 Slim



Prima sorpresa: il gioco, atteso nei negozi il primo dicembere 2004, si è presentato ai nostri occhi in una veste quasi completa, con tanto di localizzazione italiana di testi a schermo e voci, grazie a un codice di gioco preparato appositamente per SmauILP 2004 da Guerrilla: la localizzazione sembra discreta, salvo forse qualche smagliatura, ma nel caos fieristico era davvero difficile cogliere al meglio intonazioni et similia. Seconda sorpresa: presente come arena di primo piano per una parte dei tornei multigiocatore su PlayStation 2 di SmauILP 2004, il gioco era fruibile non solo in multiplayer, ma anche nella Campagna per il singolo giocatore, sulla quale ci siamo immediatamente fiondati. Così, mentre tutt'intorno a noi furoreggiavano già i primi Deathmatch all'ultimo "frag" nell'universo di Killzone, abbiamo cominciato la nostra battaglia solitaria contro i perfidi Helgast, i guerrieri dagli occhi rossi, resi ormai celebri dall'iconografia di Killzone. Uno di essi, tra l'altro, era "fisicamente" presente a SmauILP come spettacolare statua alta circa due metri. Ma veniamo al gioco... Helgast: farete ben presto conoscenza del loro battagliero profilo Non mancano ovviamente scenari all'interno di edifici E neppure difettano gli esterni tra cui alcuni molto "naturalistici" SUBITO IN TRINCEA La nostra battaglia è cominciata con la prima missione, che funge anche da tutorial e aiuta a prendere confidenza con i comandi, ben disposti sul pad (e sono possibili diverse configurazioni pre-impostate). Protagonista del gioco è un team di combattenti, del quale, in missione, controlliamo un solo elemento, quello prescelto all'inizio: i modelli dei compagni sono a tratti splendidi, soprattutto nei volti che, pur con gli ovvi limiti, scomodano nella nostra mente il paragone con Half-Life 2. In generale il mondo di Killzone ci appare subito nella sua spettacolare bellezza, fin dalle prime trincee: gli ambienti, sia nel globale sia nei dettagli sono disegnati con maestria e tecnicamente l'engine di Guerrilla è capace di spremere cospicue dosi di poligoni ed effetti. Si combatte sotto un cielo plumbeo, ma arrossato, in un campo di battaglia decisamente desolato eppure complessivamente davvero affascinante, scosso da esplosioni, animato da nebbie e fumo, sorvolato da mezzi da battaglia che rendono bene l'idea dell'invasione Helgast in corso. La prima missione scorre via velocemente: impariamo a muoverci, a usare il fuoco primario e secondario, raccogliamo le prime armi, usiamo anche una gratificante mitragliatrice fissa (ma si surriscalda ed è ben bilanciata, evitando di trasformare questo intermezzo in un banale e circense tiro al bersaglio) e fra le chicche possiamo ammirare l'effetto di leggero "motion blur" che avvolge la scena quando corriamo.

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