Doom3

Casa: Vicarious vision

Genere: Horror

Disponibilità: 1

Piattaforma: Xbox



Ero solo un marine. Un semplice marine. Nemmeno un nome, ma poco male, l’UAC Research Facility era un posto tranquillo. Almeno fin quando, improvvisamente e senza alcuna spiegazione razionale dietro, demoni e mostri di ogni tipo piombarono nella base marziana. L’inferno mi si era parato davanti senza preavviso, e dinnanzi a me solo l’oscurità, schizzi di sangue, urla straziate e mostri. Tanti, tanti mostri. Ero un singolo, semplice marine. Ma con un arma in mano. Referenziato da una versione PC capace di dividere in due tronconi il popolo videoludico, con continue diatribe e accesi dibattiti contrapponenti detrattori ad estimatori, l’acclamato shooter made in Id Software arriva ora sulla console di Zio Bill. Doom 3 corrisponde perfettamente allo stereotipo dell’fps vecchia scuola, dove al giocatore è richiesto ben poco oltre al versare chili di piombo contro nemici che spuntano da ogni dove e proseguire lungo i livelli più lineari mai pensati dai level designer del pianeta. A onor del vero, una piccola differenziazione dal modello di base è presente, individuabile nell’oscurità delle ambientazioni che richiedono un uso intensivo della torcia per illuminare l’ambiente circostante. Dall’impossibilità di utilizzare contemporaneamente la pila per proiettare la luce e l’arma per sparare alle mostruosità presenti (incoerenza paradossale in una futuristica base su Marte nel 2145), D3 tenta di ricreare sgomento e terrore nel giocatore, privandolo appunto di quella sicurezza dovuta alla presenza fissa di un BFG 9000 tra le mani. L’UAC Research Facility è la base del pianeta rosso ove noi, nei panni di un marine non meglio identificato, ci ritroveremo in un vero e proprio inferno senza alcuna spiegazione logica. La trama difatti non gioca un ruolo fondamentale dato il suo esiguo spessore, ma è l’atmosfera claustrofobica che riesce a tappare la piccola lacuna creatasi in tal senso. Per quanto armati di tutto punto, si è costretti a girare in spazi stretti e angusti con una torcia in mano per illuminare la via. La già citata impossibilità di usare contemporaneamente arma e torcia, costringe il fruitore del prodotto a proseguire in maniera guardinga, avanzando lentamente e tirando fuori l’arma in presenza dei molteplici nemici. Grazie a un’oscurità dilagante, e a mostri posizionati in punti strategici, in qualsiasi momento qualunque cosa potrà sbucare all’improvviso e attaccare. Panico. Proprio la distribuzione “intelligente” dei nemici, riesce a ricreare sgomento nel giocatore, intrappolato in cunicoli dove ad ogni angolo può nascondersi un'insidia, e costretto sempre a guardarsi le spalle perché, anche dopo aver superato un corridoio, questi potrebbero sbucare dal tragitto appena compiuto.

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